Rincari, ecco quali dal 1° gennaio
Nuovi rincari con l’arrivo del primo gennaio 2026. E molte famiglie italiane hanno dovuto fare i conti con una nuova serie di aumenti che incidono direttamente sulle spese di tutti i giorni.

I rincari del 2026
I rincari non riguardano un solo settore, ma interessano diversi ambiti, come risultato di scelte fiscali e aggiornamenti introdotti con la Legge di Bilancio e altri provvedimenti entrati in vigore a inizio anno. Anche quando i singoli aumenti sembrano contenuti, la loro somma nel tempo finisce per pesare sul bilancio complessivo.
Tra gli aumenti più immediatamente percepibili ci sono quelli legati ai carburanti. Il riallineamento delle accise ha comportato un incremento del prezzo del gasolio, rendendo più costoso fare rifornimento rispetto alla fine del 2025.
Per chi utilizza l’auto con frequenza, l’aumento si traduce in una spesa aggiuntiva che si accumula mese dopo mese. Inoltre, il rincaro del carburante non si ferma al pieno alla pompa, ma può influire anche sui costi di trasporto delle merci, con possibili effetti sui prezzi di molti beni di consumo.
Un altro settore coinvolto nei rincari è quello del tabacco. Dal 2026 le sigarette hanno subito un aumento di prezzo dovuto all’innalzamento delle accise, con rincari che interessano sia i pacchetti tradizionali sia il tabacco trinciato. Anche i prodotti alternativi, come le sigarette elettroniche e i liquidi per lo svapo, sono stati interessati da adeguamenti al rialzo. Per i consumatori abituali, questi aumenti comportano una spesa annua sensibilmente più elevata rispetto al passato.
Sale anche il prezzo dei servizi

Non mancano poi i rincari legati ai servizi. I pedaggi autostradali sono stati aggiornati tenendo conto dell’inflazione, rendendo più costosi gli spostamenti su molte tratte. A questo si aggiunge l’ampliamento delle possibilità per i comuni di applicare o aumentare la tassa di soggiorno. Parliamo di un costo che incide soprattutto su chi viaggia per turismo e che può far lievitare il prezzo complessivo di una vacanza o di un breve soggiorno.
Ci sono anche aumenti meno evidenti, ma comunque rilevanti nel lungo periodo. È il caso di alcune assicurazioni, in particolare le polizze accessorie legate all’auto, che risultano più care a causa dell’aggiornamento delle aliquote fiscali. Si tratta di costi che spesso non vengono notati subito, ma che contribuiscono a far crescere la spesa annuale complessiva.
Secondo le stime delle associazioni dei consumatori, l’insieme di questi rincari avrà un impatto significativo sulle famiglie italiane nel corso del 2026. Ancora una volta sembra che a fare le spese di decisioni di amministrazione pubblica poco oculate siano i cittadini.