dollaro,-mai-cosi-basso-dal-2022
Finanza

Dollaro, mai così basso dal 2022

Il dollaro? Mai così basso dal 2022. Eppure Donald Trump continua a voler ignorare ciò che i dati stanno sottolineando. Ovvero che la moneta si trova davanti a un suo nuovo minimo storico.

L’andamento del dollaro in questi giorni

Secondo l’indice che misura la forza della moneta americana rispetto a un paniere di valute internazionali il dollaro statunitense è stato così basso l’ultima volta nel febbraio dell’anno suddetto. Fattore questo che ha attirato l’attenzione di investitori, economisti e decisori politici, perché riflette tensioni profonde nei mercati valutari e dubbi sulla salute dell’economia americana.

La debolezza del dollaro si è manifestata in modo evidente negli ultimi giorni di contrattazioni. La valuta ha continuato infatti a perdere terreno per quattro sedute consecutive, con il cambio euro/dollaro che ha superato la soglia di 1,19 e l’indice del dollaro sceso sui livelli più bassi degli ultimi quattro anni.

Tutto ciò è dipeso da combinazione di fattori. Tra cui preoccupazioni sulla politica economica statunitense, aspettative di possibili tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve e un clima di grande incertezza sui mercati globali.

In questo contesto il commento del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è spiccato in modo particolare. Durante un’intervista con i giornalisti in Iowa Trump ha sorpreso tutti sostenendo che il valore del dollaro stia andando “alla grande”. Per quanto ormai avvezzi agli infelici interventi del presidente, gli osservatori sono rimasti colpiti in modo particolare. Questo perché tale atteggiamento contrasta con l’interpretazione più comune di una valuta in discesa come sintomo di debolezza economica.

Teoria base dell’andamento della moneta

Per capire cosa significa tutto ciò, dobbiamo spiegare alcuni concetti base. Quando il dollaro si indebolisce, le esportazioni americane diventano più competitive perché i prodotti statunitensi costano relativamente meno all’estero.

Tuttavia, un dollaro più debole rende anche più costosi i beni importati, il che può alimentare pressioni inflazionistiche sul mercato interno. Inoltre, scarsa fiducia nel dollaro può spingere investitori e banche centrali straniere a ridurre le loro riserve in valuta americana, indebolendo ulteriormente la moneta.

La posizione di Trump, che sembra minimizzare l’importanza della discesa, riflette una visione politica in cui un dollaro più basso potrebbe aiutare settori come l’industria manifatturiera, sostenendo la crescita delle esportazioni.

Tuttavia, alcuni analisti temono che questa retorica possa alimentare ulteriori vendite di dollari sui mercati valutari, peggiorando la tendenza al ribasso. Insomma, da qualsiasi punto venga osservata la questione rimane il fatto che il dollaro è decisamente più debole rispetto a prima. E che Donald Trump ancora una volta dà vita a forti dubbi sulla sua capacità di governare il paese. Soprattutto a livello economico.